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martedì 3 giugno 2014

Lasciateci massacrare

















Lasciateci massacrare nelle piazze, sulle strade
Dalle parole di tua madre, dai ricordi di un’estate.
Lasciateci massacrare da mille euro al mese,
Che se calcoli le spese, ad un figlio non ci pensi più.
Lasciateci massacrare dai sondaggi dei giornali
Dove siamo percentuali in dati ufficiali e non.
Lasciateci massacrare da tutto quello che prima non c’era
Ma che ora, come aria, sembra che senza non si vivi più.

Non ce ne accorgiamo,
Quando ci fottono in silenzio, piano, piano
Quando votiamo per qualcosa che non scegliamo
Quando ascoltiamo troppe bocche e non pensiamo
Quando domani è un altro giorno, mentre oggi non viviamo.

Lasciateci massacrare dagli amori finiti male,
Da chi se n’è dovuto andare e da chi non vedrai più.
Lasciateci massacrare dai rapporti quotidiani,
da chi ci inganna per piacere, da chi fa ridere un altro po’.
Lasciateci massacrare dai terroristi delle testate
Giornalisti da altri chiamati, senza notizie e tante cazzate .
Lasciateci massacrare da chi è dalla parte dello stato
Servo e manipolato e poi si sfoga, giustificato dal reato.


Ce ne accorgiamo,
In quei silenzi che non ti aiutano e fanno male
In quelle bocche che si un uniscono per un dolore
In quegli occhi che non conosciamo e poi incrociamo
In quei sorrisi, ma che paura se non ci sono, ne dipendiamo.
Ed io non dormo più.


(Nico)

martedì 5 novembre 2013

Psichiatria


Uno, due, tre, respiro
Uno, due, tre, respiro
vivo
strido
grido
Mastico amaro e non ho più denti
Giro intorno per andare avanti
Ti guardo strano se ti lamenti
E rido amaro quando mi senti
Fluoxetina.
Uno, due, tre, respiro
Uno, due, tre, respiro
vivo
strido
grido
Mura alte come castelli
Di giorni andati, di giorni belli
E quel coglione mi tiene a dito
Domani t’ammazzo, ma vomito e sputo
Fluoxetina.
Uno, due, tre, respiro
Uno, due, tre, respiro
vivo
strido
grido
Normale, devi essere normale
Parlare, devi saper parlare
Controllare, ti sai controllare?
Scopare, quando si può scopare?
Fluoxetina.
Uno, due, tre, respiro
Uno, due, tre, respiro
vivo
strido
grido
Quanto manca, quando finisce?
Quando? No, da qui non si esce.
Ti abituano a questo, ti abituano a tutto
Se ne uscirò, ne uscirò distrutto.
Uno, due, tre, respiro
Uno, due, tre, respiro
Uno, due, tre, respiro
Ancora vivo.

(Nico)

mercoledì 8 maggio 2013

Via da qui




Parole che si rincorrono che non ricorderemo
Sogni che domani, distratti, abbandoneremo
Sotto gli effetti , i ricordi, i progetti
Di una sera, in cui tu, no non mi aspetterai

E’ il colore della notte che mi porta a pensare,
In strade in cui offro occhi a chi li vuol rubare,
Ora che ho tolto il disturbo, puoi essere come vuoi
So che sarà di un altro, tutto quello che amai


Ed io chissà, chissà chi chiamerò amore
I baci da regalare e tutte quelle cose che mi hai visto iniziare
Chissà se le potrò finire, chissà se le vedrò morire
Ma tu non ci sarai, ma tu non ci sarai… no tu non ci sarai

E intanto giorni in cui studio da mago,
Per imparare una nuova magia
Che spero tanto che sia l’ultima
Per sparire ed andarsene via
Via da qui, via da qui, si, via da qui.

Provo ad immaginare, di incontrarti chissà dove
In un mattino, dove neanche arriva il sole
Donna del futuro, tu che non mi scorderai             
Che fui il prezzo, da pagare, per non crescere mai.

Ed io chissà, chissà chi chiamerò amore
I baci da regalare e tutte quelle cose che mi hai visto iniziare
Chissà se le potrò finire, chissà se le vedrò morire
Ma tu non ci sarai, ma tu non ci sarai

E intanto giorni in cui trattengo il fiato,
Per stare dietro a un’altra pazzia
Che spero tanto che sia l’ultima
per sparire ed andarsene via
Via da qui, via da qui, via da qui.

(Nico)

mercoledì 6 febbraio 2013

Assenza



Sussurrando dolcemente parole al vento
Mi ero perso sotto un cielo vestito a sera
Contando i respiri che non hanno senso
Lasciando i pensieri contorcersi nell’aria.

Così, io celebravo la mia assenza
Pronto a bussare alle porte dell’Averno
Che fa tremare chi ha un domani in sogno
E reca quiete a chi brama sollievo eterno.

Mi si aprì dinanzi un mondo senza tempo
Dove l’uomo è nulla e nullo è il suo tormento
Ne fui sì attratto, credendo d’esservi giunto
Quando un gatto col suo perfido lamento
Mi rispedì in questo mondo tremendo.

(Nico)

giovedì 10 gennaio 2013

Noi la chiameremo felicità






















È ora che ti fermi, è ora che ti spogli, la nostra realtà non è più consona ai tuoi sogni
Mentre siamo in piazza tra le conversazioni già si sentono i cannoni, già si sentono i cannoni
Dentro l’insicurezza delle tue decisioni ci sono troppe convinzioni che iniziano a priori
Si anneriscono i polmoni, respiriamo radiazioni di cartelle cliniche bruciate e di cazzate
Corri fino al confine di terre conosciute, per viaggi inesplorati, occhio ai soldati
E volevamo luce per i nostri cuori e crepare di emozioni e crepare di emozioni

E poi riscopri le parole inutili, i sospiri che non volevi, ridammi indietro tutti i miei ieri
E ti ricordi, quando eravamo liberi di scegliere? Non come ora
Che se portiamo un velo nero siamo musulmani, atteggiamenti plateali omosessuali
Come bruciano i tuoi occhi scandali bestiali, parole troppo corte, giudizi universali
E poi, noi la chiameremo felicità

Cicatrici come porte su quello che eravamo, qui non c’è un cazzo da fare dimmi dove andiamo?
Mentre raccogli le tue delusioni, le anestesie di dolore ci sfondano le vene
Le quindicenni che te lo leccano per bene, tra barbie e miserie di vite televisive
Che ti fanno diventare grande solo per le cazzate e mica per pensare e mica per pensare
Impareremo ad amare quello che già abbiamo, non quello che inseguiamo, non quello che inseguiamo

E poi riscopri le parole inutili, i sospiri che non volevi, ridammi indietro tutti i miei ieri
E ti ricordi, quando eravamo liberi di scegliere? Non come ora
Che non ricordo le droghe che ci hanno usato, lo sperma che ho buttato, quanto hai bevuto?
Andiamo ad osservare le africane in tangenziale, conserva la bottiglia che mi devo masturbare
E poi, noi la chiameremo felicità

E poi riscopri le parole inutili, i sospiri che non volevi, ridammi indietro tutti i miei ieri
E ti ricordi, quando eravamo liberi di scegliere?
Non come ora
Che abbiamo dimenticato,  che siamo abituati, che abbiamo rinunciato
Non come ora
Che non vediamo, che non viviamo, che tradiamo
Non come ora
Che ci violentiamo, che non ci capiamo, che non tolleriamo, che non sopportiamo
Ma noi ci proveremo, proveremo a dare a tutto questo il nome: felicità.

(Nico)

lunedì 26 novembre 2012

Ci rincontreremo, un giorno


Sento il freddo sulla pelle, per pensarti un po’ di più
E un cielo fatto a specchio, una stanza meno vuota, resta accesa la tv
Si rincorrono le immagini, di momenti qui con te
La luna ha fatto il giro da qui si è allontanata e forse è lì da te
Si perdono le ore a contarle così
Tra un sonno che non viene, un sogno che non nasce come sempre resto qui

Ma ci rincontreremo, un giorno
Tu medico ed io ingegnere
E non ci sarà bisogno allora
Di rimpiangere queste ed altre sere
E ti regalerò ancora le mie sculture di vento
E danzeremo, danzeremo nel tempo

Ho messo una coperta in più, per il freddo che c’era
La notte qui ti butta giù ed è sempre più nera
Ora che i tuoi castelli di sabbia son venuti giù
E nel bimbo che piangeva sulla spiaggia non mi ci vedo più

Ma ci rincontreremo, un giorno
Tu medico ed io ingegnere
E non ci sarà bisogno allora
Di rimpiangere queste ed altre sere
E mi regalerai sorrisi che arriveranno al cuore
E sentirai estasiata la parola amore

In qualunque parte del mondo tu sia io so che ci sei
In qualunque parte del mondo io ti troverei
E se così non fosse sarò il tuo più grande rimpianto
Non lo dicevi ma lo sapevi che era bello vivermi accanto

(Nico)

venerdì 12 ottobre 2012

Rimedio per la sua infelicità



Beh la solitudine cos’è? Per me
Che vivo tra donne già sposate ed anni senza estate
E tu che guardi e resti lì seduta, sola in questo bar.
E rido dei tuoi pensieri strani, di come usi le mani
Ma basta poco per averle qua
“Avessi un uomo da mangiare una bottiglia per andare
Dove la notte questa volta non potrà arrivare”
Dicevi, mentre ti fissavo e con gli occhi già giocavo
E’ bastato un istante per mostrarti come sei,
più nuda che mai

Aiutami a cancellare i ricordi che fanno male
I tramonti che non volevo guardare
Le giornate passate in casa ad aspettare.
Aiutami a camminare tra tutti quei falsi stupori
Su quei centimetri che mancavano per raggiungere una nuova emozione

Ed ora, che gli altri si son salvati
Se ti guardi indietro, questi anni, non lo sai, come son passati
Di quando poi correvi ai giardinetti dopo scuola
Era la strada che ti ha portato tra queste lenzuola
Quanta fatica facciamo contro il rumore del quotidiano
E basta un gesto e non ci siamo più,
soltanto un passo, sotto un cielo blu.

Aiutami a cancellare i ricordi che fanno male
I sogni che non ho visto avverare
Le certezze, su cui vivevo, che ho visto crollare.
Aiutami a camminare in questo tempo di stupendi orrori
Su quei centimetri che mancavano per raggiungere una nuova emozione

In fondo lei non mi amava
Cercava solo un rimedio per la sua infelicità.

(Nico)

lunedì 24 settembre 2012

Soltanto il tempo



Ho smesso di credere alle tue bugie
Correndo sul filo di mie fantasie
Tu che dicevi: “non ti fidi mai”
Guardati adesso e dimmi cosa sei

Guardo il soffitto e non trovo risposte
Risposte giuste alle tue proposte
Respiro piano e resta un nodo in gola
E vaffanculo pure a questa storia

Oggi è presto per ricominciare, domani è tardi per dimenticare
Per stare meglio basta non pensare, quando il ricordo inizia a fare male
Soltanto il tempo ti potrà aiutare

Ho smesso di credere alle tue bugie
Messo da parte le fotografie
E rideremo quando poi vedremo
Tra qualche anno come eravamo

Ed ho lasciato in uno scatolone
Ricordi e sogni di una storia d’amore
Tra questa nebbia mi son messo in cammino
E non mi sono voltato, e non ti ho sentito vicino

Oggi è presto per ricominciare, domani è tardi per dimenticare
Per stare meglio basta non pensare, quando il ricordo inizia a fare male
Soltanto il tempo ti potrà aiutare

(Nico)

giovedì 19 luglio 2012

Inverno
















E venne, travestito da estate
Nelle luci di una sera dove incontri le fate
Bussando e rigando le nostre finestre
Ma noi non aprimmo e si prese le teste
Lo ritrovammo tra le mani tremanti
Tentavamo di sfuggirgli come teneri amanti

Fredda la sera, freddi i pensieri, ricordi di ieri non vivono più
Vuota la strada, muore Demetra e resti solo tu

E venne, assassino di astri
A colorar di nero i nostri vespri rossastri
Lasciando la scena a vite artificiali
Culla perfetta per tutti questi mali
Né forma né odore assumon le parole
Di angoscia e dolore di altrui persone

Fredda la sera, freddi i pensieri, ricordi di ieri non vivono più
Vuota la strada, muore Demetra e resti solo tu

E venne, trovandoci impreparati
Eravamo così forti, eppure guardaci sgretolati
Cadevamo pian piano e si mangiava cosa eravamo
E adesso dimmelo tu, dimmelo tu quello che siamo
Sai quello che nasce poi a suo tempo muore
Ma in questo tempo cosa nasce? Si muore

Fredda la sera, freddi i pensieri, ricordi di ieri non vivono più
Vuota la strada, muore Demetra e resti solo tu

E venne, ed andò via
Come se nessuno lo avesse notato
Come un bambino in un discorso da adulti
Come nei bei momenti, si tralasciano i brutti
Ma nuova vita, nuovo amore forse era già sbocciato
Nell'arco del tempo, del tempo che poi è durato
O forse fin quando torni, a congelare ciò che è cambiato
 Perché se ci pensi davvero, in fondo, non se n’è mai andato

(Nico)

martedì 26 giugno 2012

San Giovanni




Ennesima festa di paese
Santi che escono ed entrano dalle chiese
Dicono che è un giorno particolare
E’ San Giovanni che vuol festeggiare.
La gente ride sotto le solite luci
Campane in festa per zittir le voci
Cantanti merda fanno a pezzi la canzone
Camorra e chiesa vita e religione

Non so nascondermi dietro ad una fede
E resto qui come un uomo,
Un uomo che non crede.

Ma ho fatto il pieno e già sono per  strada
Sono un alieno con quest’aria stralunata
Chi passa guarda con troppo terrore
Paura forse per la lor reputazione.
Ma non è festa per il mio pensiero
Mi mostro forse solo un po’ più vero
E non ho niente da festeggiare
Mi guardo intorno e sento un freddo cane

Ennesima gente di paese
Chiede perdono per quattro preghiere al mese
Ringrazia dio e non so per qual motivi
O San Giovanni per lasciarli ancora vivi.
Allora rido sotto le solite luci
Pancioni in mostra di ragazze un po’ precoci
E occhiate morbide che ti fanno capire
Dai sono tua non mi lasciar sfuggire.

Non so nascondermi dietro ad una fede
E resto qui, come un uomo,
Un uomo che non crede.

Ma ho fatto il pieno e barcollo per strada
E sarai mia si, ma solo per la nottata
Ed il tuo sguardo cambia già colore
Ma si intravede una goccia di piacere.
Questa è festa cara amica mia
Non un perdono per una bugia
Ma forse tu mi puoi spiegare
Cos’ha il vostro dio da festeggiare?

Non so nascondermi dietro ad una fede
E resto qui come un uomo,
Un uomo che non crede.

(Nico)

sabato 16 giugno 2012

Ci proviamo















Dicono che siamo niente se siam diversi da tanta gente
Dicono che son troppi i sogni che sono sbagli o forse inganni
Dicono che non lo sappiamo cosa vogliamo però piangiamo
Dicono che resti solo se non ti vendi un po’ per loro
E allora me ne vado in giro, cappello in testa e sguardo schivo
Una canzone da cantare, un po’ di tempo per respirare
Non ammettiamo i sentimenti, ma quando menti come ti senti?
Ma  forse i sogni sono solo inganni, ma chi li affronta dimezza gli anni
E serve per sentirsi vivo, un nuovo sole, un altro cielo
Che forse non sarà come vogliamo, però che aria, in fondo amiamo.

Quello che non riusciamo a dire, forse ci mancano le parole
È che questa vita che viviamo che criticate e vedete male
È solo un modo per sbagliare per  imparare e poi sbagliare

Dicono che non cresciamo provano invidia per quel che siamo
Dicono che non possiamo quel che ci piace ci concediamo
Dicono che non impariamo che troppo tardi poi capiamo
Dicono che non c’è tempo i ricordi prendono il sopravvento
E allora me ne vado al mare un po’ di vento un po’ di sole
E forte provo a respirare e tiro fuori ogni dolore
E piano inizio anche a tremare, sai cosa vuol dire in fondo amare?
E forse i sogni sono solo inganni, ma che momenti , stupendi affanni
Mi serve per sentirmi vivo, una nuova vita, un nuovo cielo
Che forse non sarà come vogliamo, ma ci proviamo, ma ci proviamo
Che forse non sarà come vogliamo, ma ci proviamo, ma ci proviamo

Quello che non riusciamo a dire, forse ci mancano le parole
È che questa vita che viviamo che criticate e vedete male
È solo un modo per sbagliare per  imparare e poi sbagliare
È solo un modo per sbagliare per  imparare e poi…

(Nico)

giovedì 24 maggio 2012

Non lo chiamammo amore



Eri così piccola per le nostre prime parole
Ma avevi idee forti ed un tuo mondo interiore
Ed il tempo scorreva e noi non correvamo mai
Si chiudeva quella porta e lì restavano i nostri guai
E parlavamo di ipocrisie di viaggi che volevamo affrontare
Il nostro starci accanto era un rimedio al nostro dolore
Qualcuno ci chiese di dare, al tutto, una definizione
E noi ci ridemmo su,  noi non lo chiamammo amore

Si è vero, parlavo di te anche quando non c’eri
In quelle sere dove le ore si contano con i bicchieri
Ogni tanto, lo so, che facevo breccia tra i tuoi pensieri
Mentre io già ti scrivevo e tu già mi conoscevi
Mi ritrovavi tra le canzoni che di solito ti piaceva ascoltare
Tra De Gregori tra Battiato,con il tuo ti vengo a cercare

Ma una sera fredda caddi e mi raccolsero i tuoi occhi
Mentre la musica ci accompagnava tra le note di discorsi vecchi
Ed era la prima volta che realmente potevo averti accanto
Ma le tue mani erano gelide, non le sfiorai e lessi un pianto

Cambiarono molte cose, ricordi come ci chiamavamo?
Ma appena iniziano i ricordi già siamo un po’ più lontano
Scivolasti via e d’improvviso cambiarono i tuoi modi di fare
Ed io non mossi un dito, ricordo come ti ho lasciato andare
E di rimpianti, lo giuro, io non ne ho mai avuti
Eravamo solo diversi, adolescenti appena cresciuti
Forse in realtà nemmeno esistevi, ero  io che ti avevo creata
Era l’idea che avevo di te, diversa da come ti sei svelata
Scendesti così dal piedistallo che da tempo ti aveva cullata
Stesso livello, così banali, modi e parole da gente scontata

E l’ultima volta che ci sentimmo fu un buon viaggio che ti augurai
E questo è quello che ti dovevo dire e che forse tu già sai.
Ho smesso di pensarti dal momento in cui ti dissi ciao

Ciao

(Nico)

lunedì 23 aprile 2012

Una Puttana





È il trucco che cambia quasi tutte le sere
Il rossetto mi sporca ma “lo fai per mestiere”
Manca poco alla fine della vita normale
E sarò pronta allora sfogo da non raccontare
Ora dormi bambina che sei dentro di me
Esce fuori una donna che poi donna non è

Quando gli anni son pochi ed i sogni son tanti
Non passano i giorni, vogliamo diventar grandi
Quando il tempo è venuto ed il vestito è cambiato
Poi piangiamo un ritorno, un ritorno al passato

Apri bene le gambe, fatti fare del male
Cosa vuole la carne io lo posso sapere
E continua perverso il tuo istinto animale
Sai che tutto è permesso se poi dobbiamo pagare
Sono tutti vincenti, tutti pieni di sé
In questo mondo che corre ad inseguire cliché
Ed allora mi fermo li guardo nudi venire
Io abituata a perdere, io abituata a capire

Quando gli anni son pochi ed i sogni son tanti
Non passano i giorni, vogliamo diventar grandi
Quando il tempo è venuto ed il vestito è cambiato
Poi piangiamo un ritorno, un ritorno al passato

E la musica resta unica compagnia
Come un abbraccio, un bacio di chi da tempo è andato via
Ma domani sarò pronta con un trucco migliore
Porto segni sul corpo di un grande vuoto interiore
Ma l’amore quello vero io non l’ho mai negato
Ai tuoi occhi, ai sospiri di chi poi se n’è andato
E lo perdono se nella vita il pensiero da me allontana
In fondo era l’amore, preso in prestito da una puttana.

(Nico)

mercoledì 7 marzo 2012

Il tuo nome



Buia è la sera
In inverno di chi estate spera
Spenti non sono
Gli occhi miei da un pensiero nuovo
Resto da solo
Il mio sguardo che prende il volo
Fredda è la strada
Luce gialla non l’ha scaldata

Leggo il tuo nome
Mentre  il vento sussurra cosa nuove
Guardami adesso
Sono un uomo che combatte se stesso
Eccolo il cielo
Che vorrei che guardassi davvero
Mai così nero
E la luce si nota davvero

 Ti prego scalfisci
La durezza del mio cuore
Combatti e distruggi
l’assenza di  emozione
Ti prego ridammi
l’ennesima illusione

Leggi il tuo nome
Questo argot di parole nuove
Il peggio è passato
Quel che lascia è odor di bruciato
Giorni buttati
E freddi letti che stanno muti
E’ stato il cammino
Che è servito ad averti qui vicino

Buia è la stanza
La luce della tv intorno danza
E fa tremare
Pensar di guardarti, guardare
E allora è diverso
Il trucco che chiedo di mettermi addosso
Decorami di nero
E’ il colore che mi rispecchia davvero

E allora scalfisci
La durezza del mio cuore
Combatti e distruggi
L’assenza di un amore
E ancora ti prego dammi
L’ennesima illusione

E questa è la fine
Di quello che c’era da dire
Spero di non averti turbata
Quel che resta è qualche rima sbagliata.

(Nico)

lunedì 27 febbraio 2012

Natale



Brucerò i tuoi occhi ed il tuo viso tra le ceneri di un nuovo natale
E così tra i fumi e il fuoco non avrò più nulla da ricordare
Pronto per tuffarmi tra le luci di una nuova ipocrisia
Per mescolarmi tra questa gente, di belle parole, così bella fuori 
Che incrocio per strada, che dentro marcisce e vogliono che festa sia

E quindi lo chiamano natale e quindi vogliono festeggiare

Ho fatto a pezzi il mio albero, legna buona da bruciare
I pastori del mio presepe dormono e nessuno li può svegliare
Perché il freddo li ha sorpresi e la testa gli è stata mozzata
Aspettando che almeno il bambino noti se qualcosa è cambiata
Che qualcuno in questo momento la smetta di dire di essere buoni
Le facciate di perbenismo ci hanno già rotto i coglioni

E adesso chiamatelo natale, e adesso provate  festeggiare

Ho visto il fantasma di Allan Poe e ve lo giuro stava tremando
Rabbrividiva in questa realtà,  ben più in là di quel che stava scrivendo
E allora inerpico la mia mente con serpenti di fantasia
E vi lego uno ad uno dilettando la mia pazzia
E allora è l’odio che mi pervade scagliandomi contro il resto
Perché il mio è un sentimento, non un rituale pretesto
E si smuovano poco a poco le vostre coscienze,  la vostra mente
Quando si spengono le luci ciò che resta è poco e niente

Eppure lo chiamano natale, eppure son lì a festeggiare.

(Nico)