Brucerò i tuoi occhi ed il tuo viso tra le ceneri di un
nuovo natale
E così tra i fumi e il fuoco non avrò più nulla da ricordare
Pronto per tuffarmi tra le luci di una nuova ipocrisia
Per mescolarmi tra questa gente, di belle parole, così bella
fuori
Che incrocio per strada, che dentro marcisce e vogliono che
festa sia
E quindi lo chiamano natale e quindi vogliono festeggiare
Ho fatto a pezzi il mio albero, legna buona da bruciare
I pastori del mio presepe dormono e nessuno li può svegliare
Perché il freddo li ha sorpresi e la testa gli è stata
mozzata
Aspettando che almeno il bambino noti se qualcosa è cambiata
Che qualcuno in questo momento la smetta di dire di essere
buoni
Le facciate di perbenismo ci hanno già rotto i coglioni
E adesso chiamatelo natale, e adesso provate festeggiare
Ho visto il fantasma di Allan Poe e ve lo giuro stava
tremando
Rabbrividiva in questa realtà, ben più in là di quel che stava scrivendo
E allora inerpico la mia mente con serpenti di fantasia
E vi lego uno ad uno dilettando la mia pazzia
E allora è l’odio che mi pervade scagliandomi contro il
resto
Perché il mio è un sentimento, non un rituale pretesto
E si smuovano poco a poco le vostre coscienze, la vostra mente
Quando si spengono le luci ciò che resta è poco e niente
Eppure lo chiamano natale, eppure son lì a festeggiare.
(Nico)



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